Libreria dello Spettacolo (Indipendenti 8)

Cari lettori, abbiamo avuto un periodo molto pieno di lavoro, con tante novità in arrivo. Ci spiace non esser riusciti ad aggiornare il blog in questo ultimo mese e ce ne scusiamo con voi.
Vi aggiorniamo velocemente su libricity: nuove librerie sono arrivate a Venezia, Bergamo, Udine, Torino e altre se ne stanno aggiungendo; abbiamo inoltre trovato dei partner molto validi per promuovere la lettura in diverse forme, in particolare Letteratura rinnovabile con i suoi progetti Giro d’Italia in 80 librerie e Letti di notte.
Stiamo anche migliorando la piattaforma www.libricity.com con l’obiettivo di rendere più facile la scoperta e l’esplorazione dei ricchissimi cataloghi delle librerie partecipanti. Abbiamo oltre 140.000 titoli disponibili in assoluto e oltre 90.000 nella sola Milano.

Ma ora concentriamoci sul blog e ripartiamo con le interviste alle librerie indipendenti. Questa settimana vi presentiamo la Libreria dello Spettacolo di Maria Cristina Spigaglia (via Terraggio 11, Milano, sito e pagina Facebook).

Libreria dello Spettacolo

Cos’è la libreria dello spettacolo?

Ho aperto la libreria nel 1979, a quel tempo ero molto amica di Franco Parenti che mi ha detto: “devi aprire una libreria del teatro.” Ed è stata una fulminazione. Era una cosa sorprendente e inimmaginabile. Prima di tutto perché era una libreria specializzata. Era un’idea assolutamente censurata: tutti mi dicevano era che dovevo fare un banco delle novità…
Allora questa zona non era facilissima, adesso è rimessa a nuovo perfetta, con teatri, ristoranti e tante cose. È un posto bellissimo, e anche noi abbiamo fatto la nostra parte.

In quegli anni iniziali com’era il lavoro?

Tremendo, difficilissimo, però io dico che c’erano più soldi… per esempio le agenzie di pubblicità prendevano tantissimi libri per ispirarsi e fare le campagne pubblicitarie, adesso con internet hanno smesso. Inoltre i regali aziendali si facevano e si regalavano libri. Da una decina d’anni, direi, non è più così.

Non fai il bancone delle novità, ma quante ne ordini?

Poche, mirate e in poche copie…
All’inizio di più, perché sentivo la necessità di fare anche un magazzino, di avere materiale, creare una base, insomma. Ora c’è, è cresciuta nel tempo ed è fortissima. Gli editori fanno sempre lo stesso discorso, pubblicano un testo, dopo tre mesi non lo vendono e ritirano tutto. Un altro libraio che fa il generico non lo tiene perché deve prendere le famose novità, allora lo tengo io, e a quel punto i lettori “devono” arrivare qui. Questa è l’unica cosa che ti salva, come libreria specializzata. Però è una lotta continua.

Che tipo di persone vengono in libreria?

Direi per lo più giovani, la maggior parte è intorno ai vent’anni e… spendono poco. Sopra i quaranta cominciano a essere più di impatto nella spesa.

Quali sono le difficoltà nel tenere una libreria aperta adesso in italia?

Vendi pochi libri, guadagni poco sul singolo libro, i margini sono ridicoli… è un’operazione spesso in perdita, è solo la passione che te lo fa fare. Nella libreria specializzata soprattutto: è chiaro che chi entra qui è interessato a quello che piace a me, per cui io do il meglio perché mi chiedono quello che amo, e loro ti danno tantissimo perché entrano qui, invece di andare in una libreria generica dove spesso non vengono capiti e seguiti; qui io gli so dire cosa guardare e dove. Alla fine spendono 15 euro ma è insuperabile il rapporto umano, ti dicono che è come un’isola felice.

Tu fai parte della LIM, Librerie Indipendenti Milano.

Sì, ho aderito subito proprio all’inizio, prima di tutto perché ho sempre creduto al concetto di librerie indipendenti. Quando andavo alle riunioni dell’ALI, Associazione Librai Italiani, ci trovavo Mondadori, Hoepli e altri grandi, ma parlavano di cose lontane. Alla LIM tengo molto perché effettivamente l’unione fa la forza, sai io sono ancora dei tempi del Sessantotto e credo in queste cose… Ma non è facile.

Libreria dello Spettacolo

Fate anche eventi qui in libreria?

Si, adesso li facciamo, l’idea è nata su Facebook, lì hanno iniziato a chiedermeli. Adesso mi diverto un sacco a questi eventi con piccolissimi editori, diventano delle piccole feste, e conosci della gente incredibile. Sinceramente è stata proprio una bella novità anche per me: tornano la voglia e l’entusiasmo. Perché poi è vita, mi telefonano e mi chiedono “ma posso portare una bambina?”. Ma certo che puoi portare una bambina!

Quali sono i libri rappresentativi di questa libreria, quelli che ti fanno dire: “questi sono l’anima”?

Per un teatro povero di Jerzy Grotowski, Lo spazio vuoto di Peter Brook poi i copioni teatrali.
Perché non è vero che il teatro lo fanno solo i grandi teatri o al limite i piccoli. Conosci le filodrammatiche? È un po’ come le librerie indipendenti: in ogni parrocchia, in ogni dove si trovano appassionati che invece di stare davanti alla televisione stanno insieme e recitano! Sono tantissimi: non puoi immaginare cosa ce n’è in Italia!
In ogni paese trovi una filodrammatica, e sono eccezionali. Vengono qui  a scegliere i copioni, pieni di energia, da non credere. E spesso sono settantenni! Fanno le prove, preparano gli spettacoli, e naturalmente cercano i testi qui. Facciamo anche presentazioni con questi gruppi e adesso vedo che gli stessi editori chiedono a loro di fare una piccola rappresentazione, appunto basata sul loro libro.

Libreria dello Spettacolo

Cosa pensi della tecnologia legata all’editoria?

Non sono molto tecnologica, mi è piaciuto molto internet come idea e tanti anni fa ho registrato il dominio e mi hanno creato il sito, ma ti confesso che non avevo neppure il computer! Fin quando un giorno ho avuto un flash, si è accesa la lampadina e ho detto” mi piglio il computer e poi inizio”, ho iniziato a caricare i dati dei libri e ne ho messi tanti, non ancora tutti ma tanti sono li.
Uso pure Facebook per la libreria, e c’è del movimento, ti scrivono, ti chiedono un libro… Mi piace molto, bisognerebbe usarlo bene e sarebbe fenomenale.
Insomma sono poco tecnologica ma ci credo.

Cosa pensi di Libricity?

Ti ho detto subito che per me è un’idea fantastica e pure divertente. Certo non possiamo sapere cosa succederà, ma mi piace proprio l’ispirazione: anche questo è fare rete!

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