Monti in Città (Indipendenti 7)

La settima puntata della nostra rubrica dedicata alle librerie Indipendenti ci ha portato da Monti in Città, Viale Caldara 20, Milano (sito, Facebook). Parliamo di questa libreria specializzata con Monica Gariboldi e Chiara Cogliati che vedete nella foto sotto. (Per le novità sulla nostra app  vi rimandiamo al post libricity al Salone del Libro 2015. )

Monti in città

Cos’è Monti in Città?

Monica Gariboldi (M) – Monti in Città si propone come punto di riferimento per chi frequenta la montagna come attività e scelta outdoor ma anche come interesse, ambiente naturale, storia dell’alpinismo. Vogliamo essere n punto di riferimento per Milano e per l’intera Lombardia, anzi con il nostro sito di vendita online andiamo anche oltre. Ma siamo prima di tutto una libreria fisica collocata in un quartiere milanese molto vivace come quello di Porta Romana e funzioniamo quindi anche come libreria di quartiere.

Chiara Cogliati (C) – Oltre a ciò c’è un piccolo angolo enoteca, perché abbiamo aperto dieci anni fa come libreria enoteca della montagna e quindi accanto alla selezione di libri di montagna abbiamo una selezione di vini dell’arco alpino. È un abbinamento che funziona molto bene in periodi particolari dell’anno come Natale quando si cerca l’idea regalo e questo accostamento piace.

Vendete molto online?

M – Sì vendiamo sia direttamente, i clienti acquistano online, sia indirettamente. Molti clienti arrivano in libreria già con la stampa presa dal sito dei titoli che desiderano vedere, insomma l’acquisto si perfeziona in libreria ma a seguito di ricerche già svolte sul sito.

Quali sono le differenze tra la vostra libreria e una libreria di catena?

M – Credo che la nostra libreria indipendente abbia il grande pregio e privilegio di offrire libri scelti dal libraio. Anzi noi siamo due libraie e ogni libro che è qui in vendita è espressamente scelto da noi, la nostra libreria rispecchia innanzitutto la nostra personalità e le nostre decisioni. Questo non avviene ovviamente nelle librerie di catena dove gli acquisti sono standardizzati. Oltre a ciò c’è un servizio al cliente molto più attento.

C – Si crea proprio un rapporto personale, molto diverso da quello possibile in una libreria di catena.

Quindi la differenza è più a livello personale che sui contenuti?

M – Non proprio, perché, come dicevo, i contenuti,  i libri, sono scelti da noi. Nel nostro caso poi ancora prima della scelta c’è la ricerca, nel senso che molto spesso proponiamo libri autopubblicati dagli autori o pubblicati da piccolissime case editrici che noi espressamente andiamo a scovare. Il nostro catalogo è un catalogo di montagna quindi dobbiamo andare a cercare i libri che vogliamo proporre ai nostri clienti.

C – Non mancano poi gli autori che si autopromuovono: arrivano da noi, propongono direttamente il loro libro e noi selezioniamo anche tra loro. Per esempio recentemente è venuto un autore che scrive anche in milanese (con testo a fronte in italiano), l’abbiamo scelto e messo a catalogo. Abbiamo tre titoli di questo personaggio sconosciuto ai più che però abbiamo valutato come valido e interessante per noi.

Monti in città 2

Quindi avete anche editori che escono dalla distribuzione mainstream?

M – Si, certo. Inoltre noi non lavoriamo con nessuno dei grandi distributori, mentre operiamo con tutti i piccoli distributori locali lombardi e non, perché sono loro che trattano con quegli gli editori locali che ci interessano di più.

E come fate per i libri dei grossi editori?

M – Per quegli acquisti noi ci avvaliamo del grossista, saltiamo il distributore per scelta e per una questione di opportunità economica; preferiamo lavorare molto bene con un paio di grossisti dai quali ci approvvigioniamo dei grandi editori.

Quali sono le difficoltà di avere una libreria nel 2015 a Milano?

M – Credo che la prima voce per una libreria a Milano in particolare siano i canoni di affitto, molto spesso davvero penalizzanti, sopratutto perché si vuole essere in una certa posizione, il mercato lo richiede. Di conseguenza sono veramente una voce di costo importante.

Noi non patiamo invece in modo così forte quel fenomeno che di solito si sintetizza con “gli italiani leggono poco”, perché il nostro catalogo di specialità offre tantissimi titoli che non sono effettivamente di lettura, sono dei titoli di utilizzo, sono delle carte topografiche con cui si va in montagna, sono guide di escursionismo, arrampicata e alpinismo con cui si praticano le diverse discipline. Insomma riusciamo abbastanza a prescindere da questo problema italiano dello scarso numero di lettori.

Voi siete anche membri della LIM, Librerie Indipendenti Milano.

M – Sì, siamo tra i soci fondatori e io sono attualmente vicepresidente. Ci crediamo e forse sopratutto nei momenti di difficoltà l’associazionismo serve. Ci sono, naturalmente, librerie molto diverse per vocazione tra le 26 associate: librerie generaliste, specializzate (come siamo noi), librerie che trattano anche l’usato e hanno problematiche completamente diverse,  librerie piccole come la nostra e anche più piccole, librerie grandi come Centofiori. Tutto questo si sovrappone a una tendenza storica dei librai, l’essere un po’ individualisti, per cui non è sempre facile trovare la chiave di collaborazione e di partecipazione. Insomma si fa un po’ fatica a coinvolgere tutti quanti, ma devo dire che quando questo si realizza come è avvenuto con Bookcity i risultati sono sicuramente buoni. In sintesi, la LIM è una iniziativa impegnativa, le librerie indipendenti sono molto diverse tra loro e noi vogliamo realizzare insieme qualcosa di significativo e con un suo peso commerciale.

Come vedi la relazione tra editoria e tecnologia?

M – Sicuramente è un’opportunità, una via da intraprendere e da seguire, certo rimane il problema di una professione, quella del libraio, che per decenni è stata impostata in un certo modo e dovrà mutare, deve trovare una nuova via per proporsi. Anche rimanendo viva l’editoria cartacea, nonostante l’avanzata del digitale, dovrai proporre qualcosa in più, non è sufficiente che tu passi il libro dallo scaffale alla mano del cliente.

Noi abbiamo un sito di vendita online e ci piace moltissimo che tanti nostri clienti arrivino dopo aver visitato il sito ma scegliendo di acquistare poi in libreria, perché riconoscono comunque il tuo ruolo di libraio. Inoltre da un punto di vista commerciale è più fruttuoso che il cliente perfezioni l’acquisto in libreria piuttosto che online, infatti quando il cliente viene qui ci sono buone probabilità che oltre a quel libro tu riesca a proporgliene un altro di suo interesse e che quindi l’acquisto si raddoppi. E se sei bravo hai pure l’occasione di fidelizzare un cliente.

Cosa ne pensi della app libricity?

M – Io sono stata coinvolta da Chiara che ne era rimasta subito colpita. Credo per due motivi, cioè ha riconosciuto che effettivamente può esere un ottimo strumento di comunicazione, ma anche per la vostra determinazione, l’avervi visti così organizzati e decisi. Adesso aspettiamo di vedere i risultati!

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