Libreria, categorie e settori

Lo sviluppo della nostra app dentro la libreria IBS di Padova è un processo tanto stimolante quanto impegnativo. Uno dei punti principali che stiamo cercando di risolvere è come favorire la ricerca autonoma di un libro all’interno della libreria.

Prima di tutto ci pare istruttivo un veloce confronto tra libreria e biblioteca. Necessità e fini differenti si traducono in due approcci ben distinti. La biblioteca organizza la classificazione dei libri in categorie “rigide” e quindi la loro disposizione in un luogo “fisso”. Rispetto alle librerie, le biblioteche tipicamente hanno un maggior numero e una maggiore varietà di libri (raccolti nel corso di decenni o secoli) e soprattutto li tengono per più tempo, quindi la parte di “retrieval” è molto più importante per loro. Nel breve periodo gli entrano però meno titoli, quindi possono permettersi di dedicare una quota di tempo superiore ad ognuno di essi (naturalmente immaginiamo che dimensioni e risorse a disposizione siano comparabili). Infine la biblioteca non è pressata a posizionare il singolo libro nel luogo più “appetibile”.

Questo non significa che non si presti attenzione al lettore, ma solo che nel bilanciamento dei vari interessi l'”appetibilità” non vince sugli altri. Un libro non viene forzato dentro o spostato in una categoria\scaffale improprio al fine di attrarre maggiori utenti.

L’obiettivo della libreria è invitare il lettore all’acquisto dei libri, quindi mettere un certo titolo dove si presume possa vendere di più in un dato momento è un interesse primario. Il fine commerciale distingue la libreria dalla biblioteca e giustifica in una certa misura le “forzature” sia nella categorizzazione che nella disposizione fisica dei libri.

Chiariamo il discorso con due esempi. Uno scrittore italiano apprezzato per i suoi romanzi letterari pubblica per la prima volta un “giallo”: la libreria potrebbe prima posizionarlo nella sezione dedicata a questo tipo di narrativa di genere e poi, una volta passato l’effetto novità, metterlo in narrativa italiana insieme agli altri titoli dell’autore. E ancora, esce un romanzo storico molto accurato su Napoleone e il suo tempo: una libreria lo posiziona in narrativa straniera e ottiene scarsi risultati, quindi prova a spostarlo in storia\biografie. Naturalmente potrebbero pure accadere i casi inversi (il romanzo storico prima messo in storia\biografie e poi in narrativa straniera). Il punto è la “mobilità” possibile tra gli scaffali.

Vediamo ora questa situazione dal punto di vista del lettore che entra in una grossa libreria di catena. Il suo comportamento si è modificato negli ultimi anni, è diventato più autonomo (naturalmente generalizziamo, definiamo tendenze). Le ragioni principali ci sembrano due:

  1. Ci siamo abituati a cercare da soli con dispositivi elettronici le cose che ci interessano: attraverso Google, Amazon, il web in generale. Siamo ormai dotati di strumenti che ci rendono o sembrano renderci “indipendenti”, tanto per conoscere un percorso in macchina, quanto per trovare un bene che desideriamo acquistare;
  2. Il lavoro del libraio in una libreria con oltre trentamila titoli è piuttosto lontano da quello di un libraio della libreria indipendente o specializzata. Nel primo pesano molto le operazioni di gestione e questo inevitabilmente risulta in una minore interazione con il lettore.

Riflettendo su questi due contesti e trasportando la prima legge dell’e-commerce (“se non puoi trovare un prodotto, non lo puoi neppure comprare”) al mondo fisico abbiamo quindi analizzato il flusso lavorativo dei librai IBS a Padova. Da quando arrivano gli scatoloni con le novità, al controllo del numero di colli ricevuti e corrispondenza con le bolle, alla divisione dei titoli per settore per arrivare finalmente alla disposizione del libro allo scaffale.

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Tre sono le fasi principali per la categorizzazione\collocazione:

  • Informazioni Editoriali classifica i titoli prima che questi entrino in commercio.
  • IBS centralmente assegna un “settore” ai titoli e questa informazione è inserita in un programma gestionale utilizzato dalle librerie.
  • La singola libreria riceve gli scatoloni con i libri, legge le indicazioni di Informazioni Editoriali e di IBS le segue con diversi gradi di fedeltà. Può quindi accadere che a) i libri siano nelle categorie\settori indicati oppure b) il libraio decida, per motivi commerciali, di inserire il libro in un altro settore.

(Nota: in fondo al post trovate qualche dettaglio tecnico-informatico).

Durante la nostra permanenza in libreria stiamo sviluppando prototipo di una applicazione che consente di:

  1. assegnare ad ogni settore della libreria un codice a barre o un qrcode identificativo.
  2. passare il lettore di codici a barre su quello del settore e poi uno alla volta sugli isbn dei libri da inserire in quel settore (naturalmente nel momento della collocazione in un determinato scaffale).
  3. produrre una lista con questa semplice struttura: codice settore > isbn, isbn, isbn … codice settore > isbn, isbn, isbn.

Abbiamo così risolto dal punto di vista applicativo la questione della catalogazione e del posizionamento di un qualsiasi libro. E se vogliamo cambiare posto a un titolo basterà passare il lettore sul codice settore di destinazione e poi sull’isbn, e automaticamente la lista si aggiornerà. Infine, se si decide di creare un nuovo settore, basterà assegnarli un nuovo codice a barre.

Lorenzo e Adriano al lavoro in libreria
Lorenzo e Adriano al lavoro in libreria

L’applicazione permette quindi alla libreria di mantenere l’indipendenza nella gestione dei titoli e della loro collocazione e consente al libraio di avere informazioni organizzate ed utilizzabili per gli scopi più vari, tra cui la localizzazione dei libri attraverso la app TwoReads.

Oltre ad avere concreti risvolti economici nella gestione e nel rapporto con i clienti, queste informazioni, raccolte su vasta scala e in un periodo prolungato, costituirebbero un materiale molto interessante come “studio antropologico” per capire come si muovono i libri tra gli scaffali nel tempo, le differenze regionali nella loro categorizzazione ecc. Si mostrerebbe cioè al meglio l’enorme ricchezza di informazioni che si possono avere dal mondo del libro, anche solo riorganizzando in maniera non invasiva la disposizione sugli scaffali.

Siamo sempre più convinti che il cambiamento tra vecchia e nuova editoria non sia contrassegnato da una guerra tra libro cartaceo e digitale, ma riguardi una profonda riorganizzazione delle informazioni e quindi preveda un adattamento nel modo di lavorare. Non una rivoluzione, non uno sconvolgimento ma di certo un adattamento: per fornire un servizio migliore al lettore e pure per vendere qualche libro in più.

 

Dettagli tecnici sull’organizzazione dei dati e il backend della nostra app

Alice è il database dei libri italiani (in commercio e non) prodotto da Informazioni Editoriali (IE). Contiene le schede di oltre un milione di libri, completo per ogni record dei dati principali (titolo, autore, editore ecc.) e spesso offre altre informazioni come una descrizione e una classificazione tematica. Per il 97% dei titoli è inoltre fornito un soggetto CEE (Classificazione Commerciale Editoriale).

IE ci ha passato questo database come un grosso file ONIX (un formato di descrizione di prodotti editoriali basato su XML). Dettagli sulla struttura sono disponibili qui. Gli aggiornamenti arrivano attraverso FTP (soluzione sviluppata sicuramente diversi anni fa, oggi si progetterebbe in modo diverso).

Non tutti i record (libri) nel database sono perfetti. Dal nostro punto di vista, cioè da quello di una app che vuole presentare una scheda del libro utile per il lettore, le mancanze principali sono la copertina (presente nel 47% delle schede) e la descrizione (presente nel 58% delle schede).

Oltre a queste informazioni “assolute” la nostra app ha bisogno naturalmente di sapere quali libri si trovano nella singola libreria. La soluzione ideale sarebbe essere collegati direttamente al programma gestionale della libreria, e avere così le disponibilità in tempo reale; al momento non è stato possibile implementare questo sistema in IBS. Lavoriamo quindi con un file frutto di specifiche esportazioni inviateci da IBS e quindi contrassegniamo nel database della nostra app i libri presenti.

Ci mancano due tipologie di testi presenti in libreria:

  • i libri stranieri: il database di IE contiene prevalentemente libri editi in Italia; dagli ISBN – che contengono un codice nazionale – stimiamo che i libri stranieri catalogati siano circa 10.000. Naturalmente in libreria a Padova quasi tutti i libri sono italiani, ma c’è uno scaffale con alcune centinaia di volumi stranieri, molti dei quali non presenti nei dati che abbiamo a disposizione.
  • i libri della sezione “outlet”: è una parte della libreria con libri usati o remainder, venduti a metà prezzo. A livello di gestionale sono trattati in maniera diversa, e non sono elencati nei file con le esportazioni IBS; quindi nella nostra app li mostriamo (abbiamo le schede di Alice) ma non abbiamo modo di sapere se sono disponibili in libreria.

Oltre questi due aspetti, sicuramente di dettaglio, vi è un’informazione molto importante che al momento non abbiamo e vorremmo avere: in quale sezione della libreria si trova il libro.

Possiamo oggi fornire al lettore informazioni su un libro e dirgli se è presente in libreria, ma ci dobbiamo fermare qui: non siamo in grado di localizzarlo. Questo è la singola funzionalità più richiesta da chi usa la nostra app, ma per fornirla è necessario che sia registrata in qualche database la collocazione precisa. E questo, ad oggi, nelle librerie IBS e in gran parte delle altre librerie, non avviene.

Nel gestionale di IBS è presente un campo che indicherebbe la collocazione, stabilita centralmente, uguale per tutte le librerie. Ma vi sono due problemi nell’uso concreto:

  • le etichette sono state fissate anni fa, e non corrispondono a quelle che sono effettivamente utilizzate dalle librerie (ad esempio il gestione prevede “narrativa straniera” ma nella libreria di Padova non esistono aree distinte fra narrativa italiana e straniera).
  • il libraio può voler posizionare il libro in un settore diverso rispetto a quello indicato dal gestionale, non perché considera sbagliata la collocazione indicata dal gestionale, ma perché ritiene che nel caso specifico della sua libreria, in quel momento, sia più utile una diversa scelta.

E appunto per rispondere a questa situazione abbiamo pensato al sistema dettagliato sopra.

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