La nostra app nella libreria IBS di Padova

Da una decina di giorni siamo nella libreria IBS di Padova (Via Alinate, 63) a sviluppare una nuova app. Per noi è una bellissima esperienza: lavoriamo finalmente con molti dati accurati sui libri e soprattutto stiamo a contatto con gli utenti, in tutte le fasi dello sviluppo.

In questo post vogliamo presentare la app, rivolta ai lettori già entrati in libreria, partendo dalle analisi che ci hanno spinto a crearla. Ecco quindi una prima considerazione ovvia e fondamentale: se entro in libreria ho già operato una scelta forte, in quel momento m’interessano più i libri che le scarpe, e il primo “incentivo alla lettura” deve essere un ambiente favorevole alla ricerca/scoperta e all’acquisto dei libri (un discorso simile può essere fatto, fuori dal contesto commerciale, pure per la biblioteca e molti progetti meritevoli sul territorio seguono proprio questa direzione).

Lorenzo al lavoro nella libreria IBS di Padova
Lorenzo al lavoro nella libreria IBS di Padova

In una libreria come la IBS di Padova, fornita di oltre trentamila titoli, ci sono quasi sicuramente decine di libri interessanti per il lettore e almeno un paio che potrebbero spingerlo all’acquisto, in quel momento o in un’altra occasione (spesso si entra “solo per fare un giro” ma se qualcosa colpisce l’attenzione si ritornerà per comprare). Compito della libreria è quindi filtrare tra la grande quantità di titoli offerti quelli più invitanti per l’utente in una singola occasione; e questa attività, naturalmente, definisce una importante caratteristica del lavoro del libraio.

Da un punto di vista commerciale il libro è un bene durevole e capace di “intrattenere” per molte ore, costa inoltre nella maggior parte dei casi tra i 10 e i 20 euro e non rappresenta quindi una spesa insostenibile. Ma se il visitatore non troverà “nulla di davvero bello” in libreria spenderà quella cifra in un altro modo; ed è appunto su questa quota di vendite perdute e dovute non al prezzo troppo alto o alla mancanza di interesse che la nostra app vuole provare a incidere.

Per quanto abbiamo appreso da interviste con lettori e colloqui con librai, la disposizione fisica dei libri in libreria costituisce in molti casi un ostacolo forte. Spesso l’arrangiamento della libreria e le categorie del lettore non coincidono: entri in un posto e non riesci a orientarti e neppure a reperire aiuti semplici e veloci per orientarti da solo. Di frequente, infatti, si vuole “navigare” da soli, almeno per un tratto. Questo accade soprattutto nelle librerie di catena e le ragioni sono di vario tipo: qualcuno non chiede per timidezza; qualcuno pensa che i librai siano poco preparati (“commessi”); qualcuno si rivolge al libraio solo dopo aver ristretto il campo del suo iniziale interesse; qualcuno non vuole aspettare o non vuole disturbare il libraio sempre indaffarato tra volumi in arrivo, scaffali da riempire, pile da sistemare ecc.; qualcuno ama fare da sé per principio o per piacere.

Insomma nella nostra app prendiamo atto che, almeno nelle librerie di catena, una buona parte delle persone non chiede subito aiuto al personale. Inoltre quando il lettore domanda spesso si ripete questa scena: il lettore si avvicina al bancone e chiede, il libraio scompare dietro al computer e recupera le informazioni, se trova il titolo disponibile in libreria lo va a cercare e quindi ritorna porgendolo al lettore, che nel frattempo è rimasto alcuni minuti fermo davanti al bancone e può sentirsi in imbarazzo anche nel caso di libro trovato.

App_TwoReads
L’app in libreria

La nostra app, ora testata all’interno della libreria IBS di Padova, vuole essere uno strumento molto semplice e “non intrusivo” che permetta a una persona di ottenere velocemente informazioni su qualsiasi titolo e area d’interesse. L’app non vuole diventare un infopoint tecnologico, un ingombrante “totem” davanti al quale il lettore si ferma per un periodo prolungato ma un elemento perfettamente integrato nell’ambiente, nella “foresta dei libri”: si offre all’attenzione del visitatore come un oggetto piccolo, un tablet posto in un punto di passaggio e capace di fornire in pochi secondi e click le informazioni.

In un certo senso l’app si propone di replicare “dal vivo” l’esperienza che molti utenti sono abituati ad avere con le migliori piattaforme di commercio elettronico (anche di libri, fisici e digitali). Ma non svilisce il lavoro del libraio, infatti si rivolge a chi, almeno inizialmente, non intende contattarlo. E ci permettiamo ora un’altra considerazione ovvia e fondamentale:  nell’editoria non esistono due mondi separati e in guerra tra loro, il “virtuale” e il “reale”, il digitale e il cartaceo-fisico. La tecnologia può accompagnare la nostra esperienza, senza distorcerla o dominarla. La tecnologia della nostra app per il lettore assiste e non sostituisce il libraio (e in futuro vorremmo estenderla in una versione specifica per il libraio, da usare come veloce alternativa al gestionale tradizionale). Libro, ebook e app su tablet possono lavorare per il “bene comune”, la lettura.

Lo sviluppo è appena iniziato e non ci nascondiamo le tante difficoltà. Le nostre prime interviste con i lettori che hanno utilizzato l’app ci fanno però ben sperare. In conclusione di questo primo post ne vogliamo citare una, anche per introdurre la questione della  “geolocalizzazione” dei libri all’interno di una grande libreria.

(Adriano intervista un ragazzo di vent’anni)
– Hai visto l’app e cosa ci hai fatto?
– Cercavo questo libro che è Ricordati di dimenticare la paura, l’ha trovato in tempi molto rapidi, primo risultato.  Carina la cosa dei libri simili sempre nel mio ambito, molto comodo.
– Hai aperto la scheda del libro? Lo conoscevi già?
– Si, me l’avevano consigliato e la stavo guardando.
– E secondo te quali altre funzioni interessanti potrebbe avere?
– Forse se ci fosse scritta la collocazione all’interno della libreria, in che zona della libreria si trova il libro. Per il resto è funzionale così, me l’ha trovato e mi ha detto che è disponibile. Sono già son contento così.

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