TwoReads allo Scandinavian Executive Publishing Meeting

Come già ci era accaduto per la Fiera del Libro a Francoforte, pure in occasione dello Scandinavian Executive Publishing Meeting a Copenhagen noi TwoReads siamo riusciti a finire in un albergo nel quartiere a luci rosse. “Sì certo, per caso” iniziano a dirci gli amici a cui raccontiamo i due soggiorni… Ma questa volta l’hotel era bellissimo e la zona molto raffinata e ormai quasi ex-luci rosse. Quasi, ecco infatti la vista dalla nostra finestra.

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Alla cena di benvenuto, il mercoledì 19 novembre, ci ritroviamo per la prima volta in vita nostra a essere i più eleganti: Lorenzo è l’unico con la cravatta. Superiamo l’imbarazzo rivendicando lo stile italiano e iniziamo a conoscere i dirigenti della Schilling, la più grande azienda scandinava impegnata in soluzioni di business per il mondo editoriale. Sviluppano progetti tecnologici, logistici e di gestione dei diritti, insomma sono davvero molto preparati e attivi. Arrivano quindi rappresentanti di diverse case editrici, librerie, store online scandinavi: dal 2002 s’incontrano ogni anno a Copenhagen in questo Scandinavian Executive Publishing Meeting, un evento molto importante per il loro mercato.

Gli editori di Danimarca, Finlandia, Norvegia e Svezia si considerano un gruppo unito e non hanno barriere linguistiche: tre lingue (danese, svedese e norvegese) sono vicine e inoltre tutti parlano un inglese perfetto. Siamo inoltre colpiti dall’età media, intorno ai 35 anni, di questi executive. Dalle conversazioni capiamo che Amazon non è entrato ancora nei loro paesi ma si pensa che voglia muoversi a breve. La Scandinavia è al momento protetta dalla barriera linguistica e dalle dimensioni contenute del mercato: 25 milioni di persone, divise in quattro mercati nazionali, vicini tra loro ma anche con differenze sostanziali.

Il giovedì andiamo alla conferenza che si tiene nell’ex mattatoio cittadino: l’edificio è stato completamente ristrutturato, ospita eventi e offre molti servizi. Il pubblico, tutto di executive, non raggiunge le cento persone: pochi ma importanti, insomma.

Il primo talk è di Peter Bardenfleth-Hansen, Scandinavian Director di Tesla Motors, molto interessante anche se non vicinissimo alle questioni di cui ci occupiamo solitamente. Interviene quindi Ikkel B. Rasmussen, Director EU di ReD Associates su alcuni temi a noi più familiari. Nelle sue parole troviamo una conferma delle nostre idee e pratiche: bisogna conoscere i propri clienti, e per conoscerli non ci si può basare solo su studi e report statistici! Bisogna parlare con loro, ascoltarli con attenzione, vedere come si comportano nell’ambiente – sia esso una libreria o uno store online. Il messaggio di Ikkel è chiaro: oggi gli editori e le librerie non conoscono i lettori e questo costituisce un problema enorme. Su fondamenta così fragili reggere l’urto degli Amazon e Google diventa davvero difficile.

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Adriano presenta TwoReads allo Scandinavian Executive Publishing Meeting

Dopo una piccola pausa inizia il terzo panel. Noi presentiamo per primi, Raphael de Souza, Director of Business Development di Searchmetrics viene per secondo e Tom Williams, Marketing Producer di Touchpress è il terzo. Venti minuti a testa e poi domande dal pubblico.

La mattinata è stata organizzata in modo brillante: si parte in maniera larga con Tesla su nuove idee in mercati all’apparenza inattaccabili, si restringe il campo con ReD Associates sulla centralità dell’utente nel mercato editoriale e si arriva a discutere di tre strumenti diversi, già “operativi”.

Conoscete già il nostro progetto da altri post e quindi non ci ripeteremo qui (ma in fondo a questo post trovate le slide della nostra presentazione). Ci è parso del tutto sensato che abbiano invitato Searchmetrics un’azienda di SEO e dintorni: lavorando con Il Saggiatore anche noi abbiamo compreso quanto il contenuto di un libro sia una fonte di informazioni ricchissima, ineguagliata da qualunque altro bene sul mercato, e quanto poco venga usato per promuovere il libro stesso e pure per mantenerlo vivo in rete. Inoltre dalla stessa rete si possono cogliere segnali rilevanti, ad esempio per la riproposta di un libro (il caso più citato sono i tweet che lamentano la non reperibilità di un titolo). Insomma l’idea è quella di “far respirare” i libri (anche sul web), di avere un catalogo non chiuso e bloccato ma vivo e comunicante con l’esterno.

Pure Touchpress ci ha fornito utili stimoli: sviluppano app a complemento di altri materiali, come un libro o un catalogo di un concerto, ma queste app costituiscono prodotti indipendenti di grande valore e qualità in sé. La lezione da trarre ci pare questa: su media e piattaforme diverse uno stesso contenuto può tradursi e “fluire” sino a formare nuovi prodotti.

Nelle domande del pubblico molta attenzione è stata dedicata alla questione linguistica che da una parte, insieme alle dimensioni contenute del mercato, ha protetto la Scandinavia dall’espansione dei colossi come Amazon, dall’altra la rende piuttosto isolata rispetto a possibili innovazioni.

Nel pomeriggio siamo ripartiti di nuovo dal “molto largo” con Richard Kastelein, un imprenditore che si occupa di startup legate al mondo della televisione e appunto ha fatto una panoramica su quell’importantissimo settore. Subito dopo si è ristretto il focus, con tre progetti legati al modello della subscription.

Ola Grahn, Country Manager di Readly, ha descritto un servizio di abbonamento che permette di leggere riviste e libri su diversi device e di scaricarli in modo da averne accesso anche quando non si ha la rete.

Morten Remmer, Managing Director Denmark and Sweden di WiMP Music, ha presentato un servizio di musica in streaming che punta sull'”alta fedeltà”, riuscendo a intercettare un target appassionato e disposto a spendere per la qualità. Lo spirito del suo intervento si riassume nella frase con cui ha iniziato: “quality content comes to a cost”.

Laura Groth, Country Manager di  Storytel Denmark, ha parlato di un servizio di audiolibri che sta funzionando molto bene nei paesi scandinavi e ora punta a espandersi nel resto d’Europa.

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L’intervento di chiusura di Julian Stubbs, Founder and CEO di UP THERE, EVERYWHEREè stato forse quello che ci ha colpito di più: ha raccontato come hanno costruito una agenzia creativa globale basata interamente sul cloud. “No employees. No office. Just people.”

Questo Scandinavian Executive Publishing Meeting di Copenhagen è stato davvero interessante e prezioso (speriamo anche di aver aperto qualche strada commerciale ma su questo facciamo calare il silenzio, come impone la scaramanzia). Per riassumere: età media molto bassa degli executive, inglese perfetto, organizzazione impeccabile nei tempi, nelle modalità e nei dettagli, presentazioni sempre stimolanti e originali. Insomma, da tornare il prossimo anno!

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Le slide della nostra presentazione.

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